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Caffè Bialetti


Alfonso Bialetti apre nel 1919 una ditta di semilavorati in alluminio. La storia e la fama di questa piccola azienda del verbano devono però tutto alla geniale invenzione del suo fondatore che ha portato agli italiani e al mondo intero un nuovo modo di fare il caffè.
Nel 1933 viene presentata Moka espress una nuova macchina del caffè in grado di sfruttare al meglio la combinazione di vapore e acqua. Il nuovo sistema creava una pressione leggermente maggiore di quella atmosferica, portando l'acqua a temperature più elevate e garantendo quindi un risultato finale migliore di quello raggiunto con le caffettiere dell'epoca.
Sarà poi l'ambizioso figlio di Alfonso, Renato, a presentare la moka oltre i confini nazionali nel 1947 riscuotendo un successo pari quasi a quello italiano.
Sulla scia dei risultati esteri, la Bialetti approfitta dell'arrivo della televisione per un rilancio pubblicitario. Riesce talmente bene che l'omino con i baffi, disegnato negli anni '50 da Paul Campani per Carosello, è ancora oggi il simbolo di Bialetti in Italia e nel mondo.
Le fortune dell'azienda calano negli anni Settanta, ma l'elaborazione di una nuova strategia industriale e la fusione con Rondine SpA nel 2002, pemettono a Bialetti di contribuire ancora al miglioramento dell'espresso italiano. 
È infatti rifacendosi all'idea storica della moka, che nel 2006 la Bialetti industrie lancia sul mercato Mokona: una macchina per il caffè espresso stilisticamente ispirata alla moka. Il grande successo di Mokona spingerà la Bialetti a continuare sulla strada delle macchine casalinghe per l'espresso creando negli anni successivi Tazzona e Mokespresso.