Sei qui:

Il caffè in natura

Il mondo moderno ci ha allontanato dall'origine di ciò che mangiamo. Quando facciamo la spesa troviamo prodotti puliti e impacchettati dei quali è impossibile visualizzare la provenienza.
 Col caffè è forse ancora più difficile: non essendo una pianta locale molti di non non l'hanno forse mai vista. Lo conosciamo macinato, scuro e profumato, confezionato in pratiche capsule in pvc o fini cialde in carta racchiuse in bustine di alluminio che ne conservano tutto il profumo e l'aroma. Ma in natura com'è?

In queste pagine speriamo di darvi utili indicazioni, anche per trovare la Vostra qualità di caffè!

Il caffè proviene dalla tostatura e macinatura di semi che si trovano all'interno di frutti di piccoli alberi tropicali (spesso simili a grandi cespugli). Appartengono al genere Coffea , famiglia delle Rubiaceae. Esistono circa novanta specie di Coffea, ma sono poche quelle usate per l'alimentazione e i loro nomi indicano anche le qualità di caffè. Le più note sono l'Arabica e la Robusta e altre, di inferiore produzione, molto pregiate e meno utilizzate per il consumo quotidiano.
Essendo una pianta tropicale la sua crescita non segue il ritmo stagionale, ma è comunque influenzata dal clima. Dopo circa due settimane dalle prime piogge nascono i fiori e dopo otto nove mesi i frutti, rossi e tondi, molto simili a ciliegie. All'interno del frutto ci sono uno o due semi che, tostati e macinati, noi conosciamo come caffè.
La maggior parte delle fonti indicano la penisola arabica e la costa occidentale dell'Africa (Yemen, Etiopia, Sudan e Kenya) come la zona dove sono state scoperte le proprietà del caffè e quindi dove si è cominciato a coltivare la pianta.
Già nel XVII secolo si è cominciato a esportare il caffè in tutte le zone che ne permettevano lo sviluppo. Oggi viene coltivato in tutta la fascia tropicale e i maggiori produttori mondiali sono il Brasile e il Vietnam, seguiti da Colombia, Indonesia, Guatemala, Honduras, India e Perù.