È la notizia della settimana: il sindaco di Firenze ha dichiarato che, d'ora in poi, tutti i dipendenti del comune dovranno timbrare il cartellino per la pausa, caffè o sigaretta che sia. Ovviamente la dichiarazione ha scatenato diverse polemiche e le squadre delle fazioni opposte hanno cominciato subito a far sentire la propria voce.
La motivazione del sindaco è semplice: in un periodo in cui le difficoltà relative al posto di lavoro sono così grandi, i dipendenti pubblici hanno una grossa responsabilità nei confronti dei cittadini. Prendersi una pausa è e rimane un diritto ma timbrare e recuperare il tempo della pausa è una forma di rispetto. Rispetto sia nei confronti di chi la pausa non la fa, sia nei confronti dei cittadini che si rivolgono all'amministrazione pubblica.
Quello che rispondono gli oppositori, invece, è che le pause sono necessarie per lavorare meglio e soprattutto sono un diritto all'interno dell'orario di lavoro. Questa misura vuole colpire chi si approfitta di questo diritto e magari prende pause un po' troppo lunghe oppure ne prende troppe.
Anche i sindacati e il presidente della provincia non capiscono le ragioni di questo provvedimento e lo ritengono solo uno slogan. La laboriosità dei dipendenti si valuta dall'impegno e dal conseguimento di obiettivi concreti, non dal numero di pause caffè fatte durante la giornata...
Inoltre, finché si parla di sigarette è facile per tutti appellarsi a discorsi come "se non altro è meglio per la salute", ma il caffè, momento sacro nella giornata lavorativa degli italiani, sembra non citarlo nessuno...
Voi come la pensate?
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